Perfetto – Imperfetto

Guardarsi indietro è strano. Ti vedi ma non ricordi cosa volesse dire essere nei tuoi panni di allora. Ricordi i divertimenti, le risate, i litigi. Oggi ci ridi su ripensando a tutte quelle cose stupide che al momento sembravano così importanti. Ma è una sensazione così strana.

In silenzio, a un tavolino, dopo un giro di libertà e scoperta, ti guardo e mi sento al posto giusto.

Il modo in cui mi guardi, con così tanto orgoglio per la persona che sono caratterialmente, per la stima nelle mie capacità in cui tu hai creduto per primo e anche quando a dubitare ero stesso io, il modo in cui mi leggi negli occhi e capisci sempre di più di quello che dico o che non riesco a spiegare.

Hai sempre provato stima per il mio modo di vivere e di stare bene nonostante tutto, anche quando entrambi eravamo a terra e tu hai aiutato me e io te. Mi hai insegnato a essere se stessi, e da allora è diventato il mio metro di giudizio in ogni relazione. Sembra cosa da poco, ma se non stai bene non puoi fare del bene agli altri.

Una frase banale ma piena di significato se ci si riflette su per chi, come me, la applica alla propria vita.

Una persona insoddisfatta tende a scaricare sulle persone che gli sono accanto le proprie frustrazioni e si appiglierà ad ogni cosa fuori posto.

la felicità è fatta di imperfezione. Un momento “perfetto” lo fa l’emozione che proviamo quando lo viviamo. Ripensando a freddo a quel momento cambieremmo sicuramente qualcosa razionalmente, ma se ci pensiamo ci ha già colpito così come è stato. La perfezione non esiste, esiste l’attimo che ti rapisce il cuore e rende tutto perfetto.

Probabilmente non sono riuscita a far capire cosa sento a parole ma l’unica parola che mi viene in mente per descrivere i miei momenti perfetti è: NOI!

 

Giuro.

Chissà quante risate ti starai facendo. Chissà quanti “vaffanculo” e “stronza” starai dicendo da lì a vedere tutti i casini. Immagino i toni, la faccia e te che ti agiti a fare il caffè. Immagino di incontrarti per strada, di chiamarti per raccontarti le cose assurde che capitano. Tutti i dettagli che aggiungevo ai racconti fatti da altri e tu ripetevi sempre più decisa le “tue” parole. L’abitudine del buongiorno al mattino per telefono gridato. Il vuoto è di chi resta. Tre mesi eppure sembra ieri. Ho corso trascinata dagli eventi per non sentire nulla, sapendo che appena mi fossi fermata sarei sprofondata. È successo. Poi ho pensato a te e ho sorriso, mi sono rialzata e ho ripreso a camminare. A tutti i problemi che problemi non sono, a tutte le lacrime versate, alle persone che abbiamo permesso ci ferissero. Un emozione non è mai peccato. Speravi il “meglio” e quel “meglio” voglio conquistarlo per renderti orgogliosa di ciò che hai lasciato e insegnato. Quanto tempo sprecato a non fare nulla. Quanto tempo poteva essere vissuto diversamente. Quanto tempo abbiamo vissuto senza capirlo, senza viverlo davvero, senza fare nulla per cambiare ciò che non ci piaceva. Insegna anche fermarsi a respirare, a ordinare la testa e il cuore. E sarò felice, delle piccole cose. E sorriderò a sentire la parola “stronza”, “vaffanculo”, “bertuccia”. Sorriderò e vivrò!

Giuro!

Positività.

Scegliamo cosa leggere, scegliamo come voler vivere, scegliamo da cosa farci condizionare e da cosa non farlo. Potrai fare tutte le cose positive del mondo ma viviamo in una società, di relazioni, e sta a chi decifra i nostri comportamenti, le nostre parole, come leggerle. Chi vuole leggere male le cose lo farà e tu non potrai fare nulla per cambiare questo. Bisognerebbe liberarsi dall’approvazione altrui, dall’agire in base a come verranno lette le nostre azioni. Chi vuole leggere male le cose lo farà, anche se agite con il migliore degli intenti. Non potete cambiare la gente ma potete scegliere di essere quello che volete, di sfuggire da questa malsana approvazione a “tutti i costi”. Agite come vi sentite, nel rispetto degli altri. Quando sbagliate siate umili ed ammettetelo, e non per approvazione di altri, ma per voi stessi. Riconoscere i propri errori è segno di maturità e umiltà, mettersi in discussione non è da tutti. Cambiate ciò che di voi non vi piace, per voi. Chi vi apprezza lo noterà e chi non lo fa non importa, non era in grado di leggere quello che di buono c’era in voi. Non siete per tutti, siete per chi vi apprezza e vi sceglie. Per chi decide di scoprirvi. C’è sempre una doppia scelta per leggere gli atteggiamenti altrui, voi scegliete quella positiva, quella che vi farà vedere il buono in ogni cosa, quella che vi farà arricchire delle piccole cose, forse insignificanti ma di grande valore, quella che nonostante tutto darà valore al momento. E chi se ne frega che leggeranno scegliendo l’altra strada, non potete cambiare la gente. Agite per voi e per il bene delle persone a cui tenete. Un loro sorriso varrà la pena per tutti gli insulti. Chi non capirà ha fatto la sua scelta, voi fate la vostra. Voi vivete. Riempitevi. Sbagliate e ammettetelo. Siate “deboli” ma pieni. Ricordatevi il buono e imparate dalle cose cattive. Piangete se è il caso, ma non ferite. Le parole dette nella rabbia spariscono dalla vostra mente ma restano nell’anima agli altri. Pensate prima di parlare, se ci riuscite. Siate positivi verso una vita che di bastonate ne da gratuite, anche se non le meritate. Dopo la tempesta vien sempre il sole. Vogliate bene a chi lo merita, e anche a chi non lo fa. Riempitevi di bene. Riempitevi di positività. Ridete perche quella curva solleva chi vi sta accanto, e la positività solleverà voi stessi. La positività è azioni non parole. I pregiudizi privano voi delle persone e gli altri della vita. Lasciatelo fare ma voi non fatelo. Rendono poveri e chiusi alla vita. Fanno vivere nella paura. Una vita nella paura è una vita non vissuta.