Voler Bene

Il “bene”.

Forse ne parlano in tanti, molti lo predicano nei confronti di amici, familiari, Ma in realtà, la domanda è: quando vogliamo davvero bene a qualcuno?

Incontriamo molte vite lungo la nostra strada, molti ci apprezzeranno e molti non lo faranno. Mi chiedo: quante anime in realtà conosciamo?

il “voler bene” è ormai inflazionato, “l’anima” è ormai inflazionata.

Ogni giorno che passa ci chiudiamo sempre più e mostriamo sempre meno della nostra anima, a noi stessi e agli altri, perché forse impariamo a tutelarci e a proteggerci.

Non vivono meglio i bambini che hanno l’anima negli occhi, e godono della vera felicità, quella che più cresciamo e più rincorriamo? Forse perché godono di poca memoria per le cose brutte, tendono a far prevalere la gioia e quindi sono sempre entusiasti.

Se penso al voler bene penso alle persone che stimo, alle persone a cui non farei mai del male e che accetto con tutti i loro difetti e trovo il giusto modo di conviverci, così come poi loro faranno con me. Si cerca il proprio posto nella vita di qualcuno, piano piano, e ci si ferma nel posto più comodo per entrambi. Se penso alle persone a cui voglio bene penso a persone che ho imparato a conoscere e che cerco di non ferire, con parole o gesti, e capiterà,  perché non siamo perfetti ma sarà un promemoria per non ripetersi.

Diffido delle persone che dicono di voler bene ma che non fanno altro che ferirti in tanti piccoli modi, delle volte impercettibili affinché tu non te ne accorga e poi finisce che ti abitui a dipendere dal “dolore” che ti provocano.

Ok, forse così è ancora troppo generale, perché infondo nella psicologia delle persone esiste la paura che confonde le carte.

Ripetiamo. Diffido di chi dice che ti vuol bene ma che ti ferisce in tanti piccoli modi impercettibili, se nella sua vita non si trova nessuno a cui voglia bene prendendosene cura senza riserve.

Quando le carte in gioco invece sono così mischiate, quando nella loro vita hanno qualcuno a cui dimostrano il loro bene spontaneo allora quella si chiama paura, e forse ci vuole un po’ prima che sia chiaro tutto il quadro. Probabilmente avranno un rapporto quasi di “dipendenza” da quelle persone che ancora le tengono ancorate a quella parte della loro anima non facendola svanire nel nulla. Cambierete voi, cambieranno loro e alla fine tenderanno a farvi andare via perché sono incapaci di farlo, pur stando male. Le persone che vi voglio male, mascherandolo da bene ne traggono giovamento. Queste sono persone, invece, che hanno paura della vita, di voi e di dove pensano che potrete arrivare nel loro cuore, che custodiscono gelosamente e con una paura che forse voi non immaginerete mai. Lo credono anestetizzato.

Vi auguro di rendervene conto in tempo per non dargliela vinta e lottare contro i muri che vi alzano in faccia e contro i mostri che vi appendono addosso. Vi auguro di vincere questa battaglia perché vorrà dire che porterete nella loro anima il sapore nuovo della vita e dell’affetto che  chi non era nei “piani” è capace di dare. Vi auguro di stare bene per essere in grado di riuscirci.

Due persone “ammaccate” o si salvano o si distruggono.

Ve lo auguro perché io la mia battaglia l’ho persa ma ho imparato a riconoscere le paure altrui in un modo così chiaro che neanche pensavo fosse possibile.

Ogni relazione è uno specchio, fate in modo che la loro visione deformata non deformi anche il vostro modo di vedere lo specchio.

Vi auguro sempre battaglie da cui potrete imparare, perché ogni secondo è buono per imparare qualcosa, nel bene o nel male.

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