Pensieri – Emozioni

“Se non cresci è come dire che sei morto!  Puoi essere motivato, più che dal bisogno di rimediare alle tue deficienze, dal desiderio di crescere.  È già sufficiente riconoscere di poter sempre crescere, migliorare, diventare qualcosa di più grande.”

Sono le parole appena lette, tratte da un libro di psicologia, riguardante le zone errore in cui “cadiamo” mentre affrontiamo la vita. Leggendo poche pagine, con lo giusto spirito, quello di un autoanalisi, già si percepiscono gli errori comuni che si commettono vivendo. Errori che si intromettono tra te e la felicità. È più facile avere atteggiamenti distruttivi che perseguire la felicità, nonostante questa sia una condizione alla quale tendiamo fin da piccoli spontaneamente. Tuttavia capita che lungo il cammino ci si trovi di fronte a problemi, impedimenti, ansie, paure, scelte. Non godiamo del momento presente e lo impieghiamo per programmare il futuro o viverlo nel passato. È paradossale rendersi conto come una domanda, fatta in un modo piuttosto che in un altro possa fare la differenza.

“Mi offendi” o ” mi sono offesa per le cose che mi hai detto e per quello che hai pensato di me”

in realtà potrebbe sembrare siano due frasi che esprimono lo stesso sentimento di offesa, ma in verità sono differenti. Le emozioni sono direttamente collegate ai nostri pensieri. Nel primo caso scarichiamo la responsabilità della nostra emozione, negativa, nell’altro interlocutore, mentre nel secondo caso esprimiamo un emozione derivante dal pensiero che abbiamo avuto in seguito a parole che non ci sono piaciute. Siamo padroni della nostra emozione. Capiamo da cosa deriva, da quale pensiero, e scegliamo noi come affrontarlo e quale emozione vivere. Le emozioni derivano dai pensieri. I pensieri possiamo gestirli, quindi possiamo gestire le emozioni. La chiave è tutta qui.

Pensieri positivi.

IMPARIAMO!

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Ti salverai. Si salveranno. Tutti si salvano. E se non riescono a salvarsi insieme lo faranno separatamente. È un eterna lotta alla sopravvivenza. Persone “ammaccate” si incontreranno e potranno curarsi o distruggersi a vicenda, sta a loro la scelta. I rapporti sani sono vicendevolmente costruttivi , siano essi di amicizia o amore. Potrai trarne tutti gli insegnamenti che vuoi, ma ci vuole anche la gratificazione di aver fatto qualcosa di buono. Se non avverrà avrai, si, commesso degli errori e proprio di quelli dovrai fare insegnamento, ma ti sarai arricchito e andrà bene così. Puoi scegliere come vivere il cambiamento, e gli altri sceglieranno il loro, se ci sarà.

Tutto così semplice ma quando in ballo entrano le paure, i pregiudizi, le emozioni? Tutto si complica. Si perde la semplicità delle cose. L’affetto, la lettura di un gesto. Bisogna mettersi in discussione, nel bene e nel male.

La vita è una! Se pensassimo di morire domani cosa sceglieremmo di fare? Di cosa sentiremmo la mancanza? Di tutti quei baci che avremmo voluto dare, di tutti quei “mi manchi” che avremmo voluto dire, di tutte le chiamate che avremmo voluto fare. Quando si trova qualcosa di puro, vero, che ti fa uscire da quel torpore in cui vivevi, varrebbe la pena di viverlo senza riserve, qualunque esso sia. Dove c’è riserva non c’è spontaneità. Dove c’è riserva non esiste “perfezione” che tenga.

“Non permettere a nessuno di farti sentire sbagliata solo perché non sei adatta a stare con quella persona!” Mi è stato detto giorni fa, ed oggi più che mai lo sento mio.  Non farò mai sentire qualcuno inadatto per questo. L’essere inadatti allo stare insieme risiede nei valori differenti, tutto il resto se si vuole da entrambe le parti si modifica.  Ho provato cosa vuol dire, e nonostante di errori ne abbia commessi, e ne commetterò, una cosa la so, quanto valgo. L’ho capito grazie alle persone che mi conoscono e mi amano. L’ho capito guardando negli occhi di chi amo e  mi ama. Quegli occhi che mi leggono senza riserve. Quegli occhi che leggono i miei pregi e i miei difetti e mi accettano come sono, pur facendomeli notare. Quegli occhi che anche nell’errore mi ameranno sempre. Quegli occhi che sento, ascolto, e mi servono a capire le tremila facce della vita. Quegli occhi davanti ai quali mi spoglio di ogni maschera, essendo semplicemente me stessa, in un mondo dove di maschere ce ne sono tante e di volto pochi, come diceva Pirandello. Ama la semplicità. Ama la trasparenza. Impara ad ascoltarti. Sarai la persona con cui passerai più tempo, ed è meglio che sia un tempo fatto di introspezione e conoscenza, in cui ti amerai, ti odierai ma uscirai cosciente di qualcosa.

In ogni caso CRESCO. In ogni caso vivo. In ogni caso sogno.

So chi voglio essere e lo diventerò. Continuo a cambiare. Incessantemente imparo.

Stop – go

Quando è il momento esatto di voltare pagina? Non è universale, varia da situazione a situazione. Forse nel momento in cui non fa più bene. Ma quando non fa più bene? Quando vedi che si perde la semplicità, quando vedi che infondo la tua persona non arriva. Quando vedi che la tua caratteristica positiva non viene trasmessa. E non importa forse molto dei reali motivi, resta il dato di fatto. E puoi provare a cambiare, a capire, ma lo farai sempre per te stesso. Il cambiamento se non arriva deve restare a te, in positivo. Ma quando ti spegni, quando perdi le forze, quando nonostante ti affanni non cambi i risultati, quello forse è il momento giusto.

“La vera rivoluzione sarà cambiare te stesso!”

guardi le persone a te care, che sanno si i tuoi difetti, ma ti danno valore per i pregi e quei difetti poi possono risultare addirittura inestistenti nel complesso.  Tutti abbiamo dei difetti, chi non li considera non sarà mai oggettivo. Le vedi sorridere, le vedi stare bene, le senti dire che fai bene e allora capisci. Capisci che l’unica cosa che conta è fare del bene. Ti riempie. Dove non arrivi sarà una sconfitta si, ma devi almeno averci provato. Il tempo si spreca quando non tenti, e se fallisci andrà bene lo stesso. E quando non sarà rimasto nulla di te, nulla del tuo positivo, non pensare mai di aver perso tempo. Gli insegnamenti arricchiscono le persone. Hai sempre a che fare con altre persone, si gioca sempre in due. Capiterà il tempo sbagliato, capiterà di venirsi incontro ma mai contemporaneamente, capiterà di non voler crescere insieme.  La più grande conquista è aver capito che non devi mai spegnerti. E quando ti perdi guarda negli occhi coloro che credono in te, che ti amano, che ti fanno crescere, che aiuti e ti aiutano. Loro sono il tuo specchio. Loro sanno chi sei.

Sorridi che il tuo sorriso serve, agli altri e a te.

Linguaggio

Nasciamo come animali, ci evolviamo, sbagliamo, impariamo, cambiamo. Siamo dotati di intelligenza e della “parola”. Cos’è il linguaggio? È la capacità di comunicare, esprimersi. Permette di distinguere rapporti, strutturare conversazioni. Un mezzo Implicito, sociale, per capire e farsi capire. Quando si smette di capire? Quando si smette di ascoltare? Quando si smette di parlare? Quando non vi è lo stesso interesse e la stessa voglia di conoscersi, in qualunque tipo di rapporto, che tutto collassa. Implode. Dipende dalla volontà. Il linguaggio è stato reso universale. Il dialogo può riempirti come svuotarti. A te la scelta. Decidere quanto ne valga la pena.

Ma nonostante tutto per parlare bisogna avere un interlocutore, è la cosa primaria. Con noi stessi possiamo dialogare quanto vogliamo, ma il confronto… il confronto è tutt’altro. Per il confronto ci servono le persone. Per crescere servono i rapporti sociali. Per un sano rapporto sociale serve comprendersi e avere voglia di farlo. Serve mettersi in gioco. Serve mettersi in discussione. Serve farlo sempre insieme a qualcuno. Non si può obbligare nessuno. Decidi tu se farlo essere costruttivo o non aspettare che ti svuoti rubando il tuo tempo.

Tempo.

Grande cosa il tempo. Un bene prezioso, che una volta trascorso non si riavvolge. Si imprime nella testa come un ricordo. Sempre a te la scelta di come volerlo ricordare, di cosa voler realmente imparare. Scegliere cosa ricordare. Scegliere cosa vivere.

A te la scelta se vivere o sopravvive.

A te la scelta se correre o restare fermi.

A te la scelta di come spenderlo, il tempo.

A TE LA SCELTA.

Incessantemente.

Mancanze. Cos’è una mancanza? Vieni privato di una parte di te. Nessuno ti ha avvisato. Non eri pronto. Ti trovi vuoto.
Apri gli occhi la mattina. Ti alzi. Puoi decidere. Inizi a correre o decidi di camminare? Anestesia. Momentaneamente.
Cosa ti è successo? Non chi sei, ma come sei dentro. Sono attimi. Esisti fino all’attimo in cui non esisti più uguale.
Cambiamenti. Niente è incessante eccetto il cambiamento.
Vivi. Non sei solo. Cosa è vivere se non cambi. Cambiare è mettersi in gioco. Sfidare. Perdere o vincere, chi lo decide in fondo? Sono punti di vista. Puoi scegliere di imparare o di perdere qualcosa. “La tua vera rivoluzione sarà cambiare te stesso.” Cantavano.
Ricordi. Bruciano. Tagliano. Ti spezzano. Ti ricordano da cosa sei venuto fuori. Vivi il dolore e ne uscirai vincente, ignoralo e avrà vinto te.
Benedetta innocenza, quella dei bambini. Dove la perdi esattamente? Quando accade che ti alzi e hai smesso di sognare?
Un sogno, cos’è un sogno? È ciò che ti rende vivo. Ciò che ti da un luccichio negli occhi. Ciò che ti distingue da chi vive di abitudini, stereotipi. Picasso diceva “tutto siamo stati bambini. Il difficile è restarlo da grandi.”
Dove sei finito?
Volgi lo sguardo a uno specchio. Osservati. Scruta i tuoi occhi. Non potrai sbagliarti. In essi c’è tutto ciò che eri, tutto ciò che hai perso è tutto ciò che provi. Tutto ciò che sarai. Agli altri concedi spicchi, tu conosci la chiave per leggerli senza ombre. Puri. Sono la tua storia.
Piangi. Respira. Alzati. Sorridi.

“Posso dirti una cosa da bambino???
Esci di casa! Sorrdi!! Respira forte!!!
Sei vivo!!!…cretino….” (Cit)

CAOS

È tutto caos…nessuna linea dritta,tutte curve,che si affiancano,storte,si incontrano,scontrano ed e’ Caos.
Caos nel cuore,Caos nella testa,Caos il mondo fuori…e allora capisci cosa voleva dire la legge di Darwin….”sopravvive la specie meglio predisposta al cambiamento”….Per sopravvivere devi saper addattarti al meglio a questo Caos che sembra diventare sempre più “caotico”.Non funziona come il disordine,che dopo un pó si sistema,questo travolge tutto e lo rende parte del suo”non senso”.
E allora e’ vero,tutto e’ incessante mutamento,tutto cambia e quello che È un istante prima,dopo non lo É più.E così,piano piano,impari che anche il Caos ha un suo fascino,e forse detto da una mente razionale e matematica,schematica e ordinata ,fa strano….Non so cosa sia realmente cambiato ma forse non bisogna cercare l’attimo in cui tutto e’ cambiato,ma godersi questa nuova sensazione che quello che c’è sempre stato dai tempi dei tempi,e che prima confondeva e faceva paura,oggi ha il fascino dell’ignoto e della scoperta…Ma inevitabilmente mi domando,ciò che ieri faceva paura perché incontrollabile oggi non fa più paura ,perché?piuttosto il contrario…affascina,attira come una calamita e mi chiedo si,perché.Poi capisco….la paura di andare oltre tutto quello che avevo promesso di portare sempre dentro,paura che cambiando le cose avrei perso qualcosa e non guadagnato….e poi un attimo,un solo attimo ha fatto oltrepassare la linea che portava nel Caos e mi ci sono ritrovata dentro,immobile,che mi guardavo intorno, e nell’istante in cui mi guardavo intorno estasiata e non pietrificata che ho capito …..Ho capito che alla fine è bastato un attimo,per farmi tirare dietro quella linea in un mondo di curve,in un mondo in cui tutto non solo può succedere ma che non puoi prevedere,e per una come me che prevede anche i più piccoli dettagli e’ decisamente tutto così nuovo e intrigante.Proprio come un nuovo amore,che lo scopri e vuoi ancora scoprirlo….e allora eccomi,legata sempre alle mie promesse,ma che solo oggi ne colgo pienamente il senso e ho iniziato a mantenerla in tutti altri termini.Allora ho capito cosa voglia dire Vita e soprattutto vivere….Ho scoperto nuove forme del verbo”amare”, e posso dire che non solo non ho tradito le promesse passate ma ho imparato che ogni amore e’ diverso,nessuna carezza sarà uguale a un’altra,nessuna persona ti darà le stesse ed identiche cose.
Così la vita e’ CAOS….e come davanti a un quadro di Dalì vedi linee trasformarsi in curve,orologi dispiegarsi nello spazio,vedi angoli segreti ,alcuni aperti e altri da scoprire,e vedi oltre al bianco e nero i colori,un esplosione di colori.Come mettere occhiali da sole a lenti spesse per tutta la vita e poi levarle…Ti rendi conto della bellezza di questo CAOS che forse hai sempre visto,ma che ora vivi…

Un sabato di un 28 aprile…ancora…

Era come sempre quel giorno dell’anno che quando arriva lo avverto da lontano…Non so spiegare bene la sensazione ma so che se anche non facessi caso al calendario arriverebbero comunque le sensazioni che avverto.Una stella in cielo,fingo fosse quella,ma prendo in giro me stessa pur di sentirti accanto.In macchina,gli occhi lucidi per quel gesto che ormai ripeto da anni sotto casa tua,e tu avanti a me come sempre.Fissavi con quegli occhioni,la testa girata a guardarti le spalle dal lato destro…a guardare me…quella voglia di correrti incontro e l’orgoglio ad impedirlo.Vicini ma distanti anni luce.Mi chiedo cosa saremmo oggi,cosa saresti tu.Domande che non trovano risposta e stringono il cuore in una morsa,che anche i battiti fanno fatica.Gli ultimi ricordi così…in una giornata di sole,con tutta Napoli hai piedi…Un sabato che sembrava come tanti e invece ha segnato le nostre vite in maniera indelebile…E poi te al quale riesco solo a dire Ciao.Forse hai provato a farmi dire la parola Addio,ma non riesco e se quello doveva essere un segnale,quel tuo chiedere di me così,io lo leggo come l’essere una di quelle poche persone che vive questo come se ancora fosse ieri…quella a cui volevi chiedere di non dimenticare andando avanti.E ora mi ritrovo come sempre a ricordare quel giorno avendoti avanti,i nostri ultimi momenti in cui ti avevo avanti….e…Mi manchi…mi manchi quando mi sgridavi volendomi far studiare il latino,quando piombavi a casa facendomi la sorpresa,quando chiamavi e dovevi correre a dire a tua mamma che le volevi bene,o le chiamate seduti in fondo alla classe..ricordo quando mi mandavi messaggi con le poesie che creavi per sapere com’erano o quando volevi sapere l’inizio di Una su un milione,non lo ricordavi mai….Chiudo chi occhi,tendo la mano e risento la tua…sento il tuo abbraccio quando piango…Sento te nelle giornate che non vogliono andare avanti,e sento quella promessa che mi spinge a farlo con il sorriso….
A te che sei il mio angelo custode…

Te ne vai
Salutandomi
Da quel luogo che
È un luogo senza te.

Te ne vai da qui
Con gli occhi lucidi
Che piano si colorano
Di bianche nuvole
Ah, si.

Ti penserò cosi
Ti dico ciao
Ma so che è un addio,
C’è molto di te
Che sento ancor mio.

Se c’è un paradiso
Adesso sei lì,
Nel cielo di raso,
Avvolto così.

Te ne vai,
Lo fai lasciandoci
In quell’ultimo battito
Che d’ali diventò
Amano , amano
Dall’ultimo metro.

Ti dico ciao
E non è un addio,
La memoria di te
Sovrasta il vocio.

Lascia il ricordo
Dei consigli tuoi
Che adesso rimpiango,
Che adesso vorrei.

Pianterò
Davanti a casa mia
Un albero per te.

Ti dico ciao,
Salutami dio
E digli che tu
Sei l’ amico mio.

“Benvenuta qui,perchè il tuo appuntamento adesso è uguale al mio!”

Un 21 marzo come tanti.Il giorno in cui entra la primavera e…io e mia cugina abbiamo incontrato il Sole…Ho avuto un incontro diretto con il puro piacere e niente in quel momento è contato di più della pura e semplice emozione che mi inondava il cuore.Alle 21 spaccate é uscita da sotto il palco,sulle note di Benvenuto e avvolta da una nebbia fitta che quando si diradava ha lasciato intravedere LEI,la divina…e li ho detto addio alla razionalità,al dolore,all’ansia…in quel momento esisteva solo lei che catalizzava tutto.Era bella,stupenda come non mai…Era vicina da poter vedere esattamente i suoi occhi emozionati,diceva di avere la pelle che tremava per l’emozione che le davamo,come se ognuno di noi le toccasse la pelle..ma forse lei non sa cosa è capace di dare a noi!

C’è stato un momento in cui,mentre cantava canzoni che mi hanno inevitabilmente portato al passato,ho avvertito la voglia di ricollegarmi con esso…poi l’ho guardata e tutto è stato superfluo.Per la prima volta dopo tanto tempo sembrava che tutto quello che mi pesava addosso avesse smesso di farlo,fosse diventato tutto leggero e poco importante.Qualcosa di talmente potente mi aveva annientato da dentro e non potevo fare altro che viverla.Ero come Trilly,capace di provare un’emozione per volta…ma solo perchè questa era devastante e non lasciava posto ad altro.Era davanti a me,bella come non mai…e più la guardavo più ne innammoravo…Vedevo tutte le imperfezioni e l’emozione nei suoi occhi,e me ne innamoravo…e non ne avevo mai abbastanza.

Come si può averne abbastanza di una donna così?!?Non si può…E allora musica a tutto volume per sentire solo lei..prima dopo e durante e non c’é posto per nessuno…Scriverò IL TUO NOME IN MAIUSCOLO…ma non sarà mai grande come te…Il ricordo di questo mi accompagnerà per sempre,fino alla prossima occasione dove prenderai ancora pienamente possesso della mia testa e del mio cuore…”Stasera fate l’amore”…ma io lo avevo appena fatto con lei e la sua musica tutta la sera….Immobile mi sono fatta cullare da queste emozioni senza opporre resistenza e vivere un sogno

Il ricordo dura per l’eternità…

Accade che tra tremila emozioni che devi gestire manchi la sicurezza.Ci sono tutte…ansia,paura,stupore,sorpresa,angoscia…e manca quella che,nonostante tutto ,mi ha accompagnato per questi lunghi,quasi,11 anni.Ero lì,che forse chiedevo alla “persona”sbagliata .. non ti sentivo…Non ti sento da un pò,e questo è l’equivalente del restare soli.Soli in mezzo al mondo che corre e ti ritrovi senza appoggi,su un piccolo cerchio dove restare immobile.Avrei potuto affrontare tutto,sapendoti lì,a guardarmi le spalle…sempre al mio fianco…Cercandoti dove mi avevi detto.Ritrovandoti nelle canzoni,nei ricordi,nelle foto…e in un momento della mia vita in cui mi hai insegnato la bellezza di un rapporto vero.Spesso quando la mancanza era troppa,mi addormentavo sognando di toccare la tua mano,o di correre tra le tue braccia come accadde quella volta che ero in lacrime.

Ti ho perso….per la seconda volta.

Ti ho lasciato andare,perchè lo hai chiesto tu…perchè volevi dirmelo e io non c’ero.In quelle cose non ci sarò mai.Forse ti ho tenuto legato a me per troppo tempo,nonostante fossi andato via da un pò.E’ che avevo bisogno ancora di te,ne ho ancora oggi…Un giorno mi sono svegliata e cercavo altro.Ho smesso di augurarti il buon giorno mentre guardavo fuori dalla finestra,di raccontarti la mia giornata e quello che sentivo.E’ stato in quel momento che ho commesso l’errore che mi ha svuotato completamente.Poi forse volevi salutarmi,ancora…e io non c’ero…Oggi non ci sei tu e sono sola…Forse ti ho lasciato libero,forse ero io che ti impedivo di andare altrove…eppure non l’ho fatto,è capitato che qualcuno riempisse i miei pensieri.Oggi quel qualcuno non c’è più,e cercandoti non ti trovo…Non ho quella pacca sulla spalla,quella certezza che qualcuno mi protegge…e alla vigilia di questi 11 anni penso che è la sfida che non dovevo perdere…quella che sto piano piano tradendo sentendomi cosi…Quella che mi sta risucchiando tutte le forze senza che me ne renda conto.Oggi ho voglia di sentirmi sfatta,così…a fissare il vuoto e ricordarmi di te.Ricordare ogni singolo lineamento che il tempo sta portando con se…

I without you

Ero in doccia…con le ginocchia al petto e le braccia che avvolgevano quanto più corpo possibile e…piangevo…Lacrime che si mischiavano all’acqua e intanto ero immobile.Un’altro di quei giorni assurdi in cui scambiamo parole di cui forse,ancora ignoro il senso.E’ che all’inizio giocavamo a chi faceva più male,o seplicemente c’era sempre qualcuno che faceva la vittima e qualcuno che attaccava…Solitamente ero io quella che attaccava,ero piena di rabbia.Rabbia per un abbandono.Rabbia per non aver avuto scelta di spiegarmi.Rabbia perchè era lontano da me e mi aveva chiesto di sparire.Sono una che ascolta le richieste.Ogni tanto però cedevo…cedo sempre.Era un 17 giugno,un Venerdi 17 e in un incontro ho dovuto dire Addio…Quanto odio questa parola,e quanto la detesto ancora di più quando riguarda NOI.Mi sembra sempre surreale collegarlo a NOI.Eppure abbiamo sempre avuto la capacità di provare cose in momenti diversi…e adesso,che ad andare via sono stata io,con delle motivazioni serie,con l’incapacità di stare nella sua vita e accettare che la sua felicità non sia io.Non riesco a stare immobile,o meglio…..non riesco a vedere la vita di qualcuno che amo procedere e trovarmici dentro senza gioirne perchè non ne sono parte.

Stavolta non tornerà…C’è troppa stanchezza nel provare…ancora di nuovo…e i presupposti non ci sono.Manco a chiederlo,non avrebbe senso.Ma mi manca…Mi avvilisce il pensiero del punto per sempre.E’ che io sono maledettamente così,coerente con tutto quello che dico o faccio…Se dico che voglio bene lo farò per sempre.La gente,no…la gente parla per parlare,per dare fiato alla bocca…per illudere e per illudersi.Tante parole sprecate,in cui ho creduto con tutta me stessa contro la paura.E ora?Ora eccomi qui…a sentire alla radio Cielo e terra…partita tra tutte quelle canzoni nuove,per uno strano segno del destino.A quel segno non ho retto…Mi è esploso il cuore,mi sono mancate le forze.Dicono che quando senti un dolore,se ne procuri un’altro quello smette…Così eccomi caricata di rabbia contro il destino.scaricare un pugno al muro…Sono svuotata,da tutto…Ho visto la rabbia andare via,la speranza dissolversi in un niente,l’ottimismo fermo a un passo da me senza che riesca ad afferrarlo…Detesto sentirmi cosi.Ma è l’unica persona capace di ridurmi così…Può donarmi la luna tanto quanto le lacrime e dissolvere il mio mondo.Vorrei restare immobile in attesa del ritorno delle mie forze e non posso.Ho la sfida con la vita che mi attende….sola senza NOI che mi rassicurava.Ma si sa…l’ho promesso a lui…E’ che il giorno in cui ci incontreremo non reggerò lo sguardo,lo abbasserò.Ho sempre qualcosa da perdere anche con gli occhi,qualcosa da far vedere e non vorrei…ma sarei proprio curiosa di vedere i suoi,per ritrovarci tutte le parole dette oggi.Per cercarci tutta quella rabbia che leggevo e che credevo fosse solo mia…E’ solo che vorrei dargli un abbraccio,senza aver paura che dopo vada via….e uno di quei giorni che sarei proprio curiosa di “vedere come va a finire”,sai come quei film che ti prendono…Per queste cose non ci sono programmi che riescano a prevedere tutto!Pregherò sempre aspettandoti dietro quella porta…